Tutto sul Pistacchio di Bronte

Un tempo semplice guarnizione per dolci e ora ingrediente fondamentale di piatti di chef di alta cucina (e non solo), il pistacchio di Bronte è un prodotto enogastronomico italiano di indubbia eccellenza. Prodotto in un piccolo comune della Sicilia alle pendici dell’Etna, questo frutto viene tuttora coltivato su di un territorio caratterizzato dalla presenza di dure rocce laviche e poi raccolto a mano, come nella tradizione di molti decenni fa.

E nonostante il suo incredibile successo e la sua conseguente diffusione a livello internazionale, il pistacchio di Bronte continua ad essere raccolto ed essiccato secondo le abitudini locali. È molto importante allora conoscere il processo di produzione e le caratteristiche del frutto, così da poterlo distinguere da altre imitazioni che si muovono velocemente sul mercato, ma che non provengono affatto da Bronte.

Pistacchio di Bronte: caratteristiche

Conosciuto con il nomignolo di “Oro verde” della Sicilia, il pistacchio di Bronte è davvero un prodotto che ha fatto la fortuna del piccolo paese in cui viene coltivato. L’unicità del frutto dipende chiaramente dalle particolari condizioni territoriali e climatiche in cui viene coltivato: gli alberi di pistacchio crescono infatti su terreni rocciosi ricoperti dalle lave vulcaniche provenienti dall’Etna, ad un’altitudine che varia tra i 300 ed i 900 metri, risultando così ben in grado di resistere sia al freddo sia alla siccità.

Da questo territorio deriva un prodotto dal gusto unico e dall’aspetto inconfondibile, che permettono così di riconoscere il pistacchio di Bronte rispetto a qualunque frutto prodotto altrove. Ma quali sono le sue caratteristiche distintive? Anzitutto, il guscio presenta una forma vagamente concava, con le estremità rivolte leggermente verso l’alto. All’interno, il pistacchio ha una forma allungata, protetto da una sottile pellicina di colore violaceo con riflessi verdi. A caratterizzare il frutto, una volta aperto a metà, è però il suo colore verde smeraldo, dovuta all’alta concentrazione di clorofilla. Ma a caratterizzare il pistacchio di Bronte è anche il gusto tendente al dolce, assolutamente non salato (tratto distintivo per riconoscerlo dalle imitazioni).

Pistacchio di Bronte: la coltivazione e la raccolta

Il pistacchio di Bronte, conosciuto in Sicilia come “frastuca”, è una particolare varietà della Pistacia vera cv Napoletana (il pistacchio, per intenderci). A rendere unico questo frutto, come già detto, è il territorio in cui viene coltivato: oltre 2600 ettari di terreno appartenente al comune siciliano alle pendici dell’Etna. Gli alberi crescono qui in maniera del tutto naturale e la raccolta viene svolta all’incirca ogni due anni, così da consentire alla pianta di riposarsi e resistere maggiormente agli agenti atmosferici. Più nel dettaglio, nei mesi di agosto e settembre la raccolta dei frutti avviene a mano, come accadeva decenni fa, soprattutto tenendo conto che il terreno è alquanto dissestato e sarebbe pressochè impossibile far passare un macchinario tra una pianta e l’altra.

pistacchi di Bronte in maturazione
Il Pistacchio di Bronte nell’ultima fase della maturazione (foto da Wikipedia. Link)

Una volta raccolti, i frutti vengono portati nelle case che si trovano tra i pistacchieti e stesi su giganteschi teli di stoffa, per poi essere messi ad essiccare al sole ancora ricoperti dal mallo. Verso la fine della fase di essiccazione, questo viene tolto e i pistacchi lasciati essiccare al sole, per poi essere privati anche del guscio e della buccia laddove necessario. Ed è in questo modo che viene prodotto il pistacchio di Bronte, un’eccellenza italiana che sta riscuotendo enorme successo in tutto il mondo.

Come viene proposto il pistacchio di Bronte al Ristorante Ercoli

Lo chef propone al ristorante Ercoli 1928: Paccheri freschi “Amor di Pasta” con pesto di pistacchi di Bronte e gamberi rossi di Sicilia. Assolutamente da provare!

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