Vermouth. La lunga storia e l’invenzione di Antonio Benedetto Carpano

Un nome che sembra straniero per un prodotto in realtà tutto italiano che evoca subito prestigio e lusso. Chi sceglie il Vermouth si affida infatti a un vino ricercato, storico, che attrae gli appassionati del bere bene al di là delle mode passeggere. Un vino per questo associato a un pubblico più adulto e consapevole, a volte trascurato dai più giovani ma tutto da recuperare per il gusto delizioso e importante che assicura. È proprio dalla rivalutazione di questa eccellenza in ambito enologico che nasce il nostro Vermouth bar a viale Parioli, per conoscitori del prodotto e per curiosi.

Torino e Antonio Benedetto Carpano

Il Vermouth è un vino liquoroso ufficialmente di origini piemontesi. Nasce infatti a Torino nel 1786 ad opera di Antonio Benedetto Carpano, un distillatore ed erborista che, miscelando vino moscato con erbe aromatiche e spezie, inventò la formula utilizzata in seguito dalla categoria merceologica del Vermouth. La bottega di Carpano si trovava nel centro del capoluogo piemontese e avere il Palazzo Reale a pochi passi creò l’occasione per inviarne un omaggio a re Vittorio Amedeo III che lo apprezzò al punto da introdurlo tra le abitudini di consumo della famiglia reale. La bottega di Carpano divenne famosissima a Torino e dintorni e nel 1820 il nipote decise di fondare la “Fabbrica di liquori e Vermouth Carpano”, aumentandone ancora di più la fama. Gli estimatori del Vermouth furono tanti e anche noti come Cavour, Giuseppe Verdi e Massimo D’Azeglio. Ciò contribuì a rendere questo vino un prodotto regale e aristocratico, una sorta di status symbol.

Le origini antichissime di un vino pregiato

Il Vermouth come lo conosciamo noi è opera di Carpano ma in realtà l’erborista piemontese si è rifatto ad una tradizione di lunghissima data. Si dice infatti che già Ippocrate amasse bere vino aromatizzato con erbe, spezie e miele e che fosse diffuso un vino simile anche in Grecia e nell’antica Roma. In Germania inoltre intorno al 1600 si preparava un vino lasciato in infusione con erbe e assenzio, in tedesco chiamato appunto Wermouth, anche se non era commercializzato ma solo consumato in situazioni non ufficiali. In tempi più recenti invece il primo italiano che tratta in un testo (Oenologia toscana del 1773) di questo vino è Villifranchi, per cui si potrebbe pensare che la patria del Vermouth sia la Toscana. Come abbiamo visto però è a Torino che Antonio Benedetto Carpano inventa ufficialmente questo vino liquoroso aromatizzato ed è tra il Piemonte e la Francia che si è diffuso maggiormente.

Il Vermouth oggi

Ma com’è il Vermouth arrivato fino a noi? Ormai sono tante le aziende a produrre Vermouth e, anche se questo prodotto resta uno dei vanti di Torino, il capoluogo piemontese non è l’unica città a realizzarlo. Un recente decreto ha comunque ristretto la zona di produzione del Vermouth di Torino al solo Piemonte. Secondo la legge il Vermouth deve avere almeno il 75% di vino che viene poi aromatizzato, dolcificato e lasciato invecchiare. La gradazione alcolica è variabile ma non può essere mai inferiore al 15.5%. Il vino, rigorosamente di qualità eccellente, è in genere il moscato a cui va poi aggiunto zucchero pari al 13-15% ed erbe aromatiche per lo più tenute segrete dalle case produttrici. La principale è l’artemisia ma sono usate anche il camedrio, la centaurea minore, il timo, la maggiorana, la cedrina, la salvia, la camomilla romana, il garofano, lo zafferano, l’anice, il coriandolo, il finocchio, la vaniglia, l’angelica, la genziana, il calamo aromatico, il giaggiolo, le cortecce di cannella, di china e tanto altro. Le principali versioni del Vermouth sono bianco, rosso, rosè e dry in cui variano la gradazione alcolica e zuccherina.

Vermouth bar con aperitivi
L’innovativo Vermouth bar di Ercoli, la nuova gastronomia di viale Parioli a Roma.

Recentemente, a marzo 2017, è stato emanato un decreto che riconosce il Piemonte come zona geografica di produzione del Vermouth e nel mese di aprile è stato creato anche l’Istituto del Vermouth di Torino. Lo scopo è quello di valorizzare e promuovere l’identità di questo prodotto piemontese doc oltre che tutelarlo nella sua diffusione. Il Vermouth sta infatti conoscendo una fase di riscoperta, è amato sempre di più in tutto il nostro paese dove viene usato anche per la preparazione di vari gustosi cocktail e apprezzato anche all’estero come prodotto italiano d’eccellenza.

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